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Gigafactory Teverola: il ritorno dell’orgoglio industriale a Caserta

Produzione Batterie al Litio

In un’area della provincia di Caserta che per decenni è stata sinonimo di deindustrializzazione, capannoni vuoti e occasioni mancate, oggi si parla di gigawattora, celle al litio e sistemi di accumulo energetico. A Teverola, nel cuore del Mezzogiorno, Seri Industrial sta costruendo un pezzo di futuro che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza: un polo produttivo di batterie e sistemi di storage che ambisce a giocare un ruolo europeo.

Il progetto ruota attorno a due stabilimenti, Teverola 1 e Teverola 2, affiancati fisicamente ma con funzioni e dimensioni diverse, pensati come un unico ecosistema industriale. Il primo è già operativo, il secondo è in fase avanzata di realizzazione, con investimenti che hanno ormai raggiunto i 200 milioni di euro e un cronoprogramma che guarda alla piena operatività entro il 2027.

Teverola 2: la gigafactory che cambia la scala

Teverola 2 è il cuore della scommessa. Qui Seri Industrial sta realizzando una nuova linea per la produzione e l’assemblaggio di celle e batterie al litio che, a regime, porterà la capacità produttiva del sito campano a circa 8 GWh l’anno. Una scala che colloca l’impianto nella categoria delle gigafactory, quelle grandi fabbriche di batterie considerate infrastrutture strategiche per la transizione energetica.

L’investimento è sostenuto nell’ambito del Fondo Ipcei (Important Projects of Common European Interest), lo strumento con cui l’Unione Europea prova a costruire una filiera continentale delle batterie, riducendo la dipendenza da Asia e Stati Uniti. Per Teverola 2 sono stati approvati contributi pubblici per oltre 500 milioni di euro, a copertura dell’intero valore del progetto: un segnale chiaro di quanto Bruxelles e Roma considerino questo sito un tassello della politica industriale europea.

Al 31 dicembre 2025, secondo i dati del gruppo, erano già stati spesi circa 200 milioni di euro e gran parte degli impianti risultava installata o in fase di installazione. Parallelamente, sin dal 2023 è partita la costruzione del capitale umano: assunzioni progressive, formazione, creazione di un team misto di esperti italiani e stranieri.

Questa è la Gigafactory già operativa a Teverola che ha fatto da apripista per gli investimenti della Seri Industrial Spa in terra di lavoro e che entro il 207 sarà affiancata da un secondo stabilimento.
Questa è la Gigafactory già operativa a Teverola che ha fatto da apripista per gli investimenti della Seri Industrial Spa in terra di lavoro e che entro il 207 sarà affiancata da un secondo stabilimento.

Competenze globali in una fabbrica del Sud

A guidare lo sviluppo tecnologico di Teverola 2 c’è una figura di peso: Dominique Ligeois, chief technology officer del gruppo, con una lunga esperienza nella progettazione e industrializzazione di celle e batterie al litio in diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Francia fino alla Svezia. La sua presenza racconta bene l’ambizione del progetto: non solo portare una fabbrica nel Mezzogiorno, ma farne un centro di competenza avanzata, capace di dialogare alla pari con i player internazionali.

La scelta di puntare su profili di questo livello è anche una risposta al contesto europeo, dove negli ultimi anni non sono mancati stop e ripensamenti: dal fallimento della svedese Northvolt alla rinuncia di Stellantis sull’investimento a Termoli, il quadro delle gigafactory in Europa è diventato più incerto. In questo scenario, la conferma degli investimenti su Teverola assume un valore che va oltre i confini campani.

Secondo l’amministratore delegato di Seri Industrial Spa, Vittorio Civitillo:
«Lo stabilimento di Teverola rappresenta un tassello strategico della filiera europea delle batterie. Abbiamo confermato integralmente l’investimento perché crediamo nella competitività del nostro Paese e nella possibilità di costruire nel Mezzogiorno un polo industriale avanzato, capace di dialogare con i grandi player internazionali.»

Non auto, ma storage e mobilità industriale

C’è un altro elemento che distingue la strategia di Seri: Teverola non nascerà per produrre batterie per auto elettriche di massa. Il focus è diverso e, in un certo senso, più di nicchia ma altamente strategico.

L’azienda punta su tre grandi aree:

  • Sistemi di accumulo energetico (ESS) per lo storage stazionario, fondamentali per integrare le rinnovabili nelle reti elettriche e garantire stabilità al sistema.
  • Mobilità elettrica industriale e commerciale, quindi veicoli da lavoro, logistica, mezzi speciali.
  • Trasporto pubblico, dove la transizione verso autobus elettrici e ibridi richiede soluzioni affidabili e “made in Italy”.

È un mercato che il management considera resiliente e in crescita costante, meno esposto alle oscillazioni del settore automotive di massa e con una forte domanda di prodotti europei, sia per ragioni regolatorie sia per sicurezza delle forniture.

Un recente servizio del TG1 sulla Gigafactory di Teverola.

Teverola 1: il “pilota” che è già a regime e la sinergia con Brindisi

Accanto alla grande fabbrica in costruzione, Teverola 1 è già una realtà consolidata. Si tratta di uno stabilimento di dimensioni più contenute, con una capacità produttiva di circa 0,35 GWh l’anno, che produce celle e batterie su base acquosa. Dal 2025 è entrato a regime, con prodotti già sul mercato.

Ma il suo ruolo va oltre il semplice output industriale: Teverola 1 è il laboratorio, l’impianto pilota che consente di testare processi, tecnologie e soluzioni che poi verranno scalate su Teverola 2. In pratica, è il banco di prova che riduce il rischio industriale della gigafactory e accelera la curva di apprendimento del sito campano.

Il progetto di Seri dunque non si ferma alla Campania. Dal 2024 il gruppo ha avviato con Eni un percorso di riconversione industriale del sito di Brindisi, destinato a lavorare in sinergia con Teverola. Qui si concentreranno attività cruciali per la filiera delle batterie:

  • Produzione della materia attiva catodica, in particolare litio-ferro-fosfato (LFP), il materiale che nel catodo immagazzina e rilascia ioni di litio durante i cicli di carica e scarica.
  • Assemblaggio in sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems), cioè i grandi sistemi di accumulo che integrano celle, elettronica di controllo e software.

In questo modo, tra Brindisi e Teverola si delinea una filiera integrata del Sud: dalla materia attiva ai sistemi completi di storage, passando per la produzione di celle. Un modello che, se consolidato, potrebbe diventare un benchmark per altre aree del Paese.

Ancora un immagine dello stabilimento di Teverola dove la SERI Industrial SpA tramite una società del gruppo è seriamente impegnata nella realizzazione di una Gigafactory dal cuore Green: non solo tecnologie avanzatissime ma rispetto per l’ambiente grazie a batterie riciclabili al 100%

Il gruppo Seri Industrial: plastica, batterie, trasporto pubblico

Dietro questi progetti c’è un gruppo industriale che ha costruito nel tempo una presenza articolata lungo la catena del valore. Seri Industrial, quotata a Piazza Affari, fattura circa 350 milioni di euro l’anno e conta oltre 1.400 dipendenti. Opera attraverso tre società principali:

  • Seri Plast: attiva nella produzione e nel riciclo di materiali plastici per il mercato delle batterie, l’automotive, il packaging e il settore idro-termosanitario.
  • Fib (marchio Faam): specializzata nella produzione e nel riciclo di batterie al piombo e al litio per trazione, applicazioni industriali, storage e usi militari, oltre che nella progettazione di impianti per il riciclo.
  • Menarini: unica azienda italiana attiva nella produzione di mezzi di trasporto pubblico, un tassello che dialoga naturalmente con la strategia sulle batterie per bus e flotte pubbliche.

Questa integrazione verticale—dai materiali plastici al riciclo, dalle celle ai mezzi di trasporto—è uno degli asset che permette al gruppo di presentarsi come interlocutore credibile nei grandi progetti europei sulla transizione energetica.

Mezzogiorno, transizione e immaginario

Forse l’aspetto più dirompente del caso Teverola non è solo industriale, ma culturale. L’idea che una gigafactory di batterie al litio possa nascere e crescere in provincia di Caserta, in un’area spesso raccontata solo per cronaca nera o degrado, rompe uno stereotipo radicato: quello di un Sud condannato a inseguire, mai a guidare.

Qui, invece, si sta costruendo una fabbrica che lavora su tecnologie di frontiera, inserita in una strategia europea, con competenze internazionali e una filiera che coinvolge più regioni del Mezzogiorno. Non è la soluzione a tutti i problemi, ma è un segnale concreto di come la transizione energetica possa diventare anche politica industriale e sviluppo territoriale. Sicuramente è una vittoria se pensiamo che lo stabilimento della SERI Industrial Spa nasce sulle ceneri dell’Ex Whirlpool asumento 675 persone tra cui anche 175 ex operai della precedente gestione.

Una storia ancora in corso

La produzione di Teverola 2 è attesa entro il 2027, ma la storia è già iniziata: gli investimenti sono in larga parte effettuati, il team è stato costruito, Teverola 1 è a regime, Brindisi è in riconversione. Molto dipenderà dalla capacità di consolidare mercati, attrarre ulteriori competenze, mantenere la rotta in un contesto europeo in continua evoluzione.

Per ora, però, una cosa è certa: nel Mezzogiorno d’Italia, in un’area che per anni è stata simbolo di crisi industriale, sta prendendo forma una delle scommesse più avanzate sulla nuova economia dell’energia. E questa volta, la mappa dell’innovazione non si ferma al Nord.

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