Il successo di alcuni eventi turistici come l’Appia Day, Capua al quadrato e la Città sotto la Città apre degli scenari molto interessanti e dimostra che unire le forze delle due Capua e delle città limitrofe è l’unica ricetta possibile per raggiungere dei traguardi importanti per le nostre comunità in ambito turistico, economico e culturale.
Per fare il salto di qualità è indispensabile programmare fin da subito un’efficace attività di marketing territoriale che, attraverso lo studio del territorio, ci aiuti a definire i nostri obiettivi e individuare gli strumenti più efficaci per raggiungerli, soprattutto alla luce dei nuovi trend del turismo culturale in Italia emersi dal “Report Turismo culturale in Italia 2026” di The Data Appeal Company (elaborato considarando i dati 2025).
Questo studio, presentato a tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, mostra come il turismo culturale stia cambiando mappa: cresce il ruolo del Sud, aumentano i viaggiatori singoli (i cosiddetti “solo traveller”) e risultano particolarmente attrattivi i musei e i siti che puntano sull’interattività e su esperienze coinvolgenti.
Alla luce di questi dati, il nostro progetto è quello di elaborare dei progetti e delle strategie che ci consentano di presentare un ambizioso ed appetibile pacchetto turistico da promuovere nei più importanti saloni del turismo internazionali. La condizione essenziale per avere successo deve essere quella di porre finalmente l’accento sullo straordinario patrimonio storico, archeologico, religioso e naturalistico del territorio della “Grande Capua”, costruendo prodotti in linea con le nuove aspettative dei visitatori culturali.
Vediamo ad uno ad uno quali sono gli strumenti che potrebbero aiutarci a raggiungere questi ambiziosi risultati ovvero sia: una efficace presenza su internet; la realizzazione di un pass turistico innovativo; Il potenziamento dell’offerta turistica; la promozione territoriale sul mercato nazionale ed internazionale.
Una presenza on line moderna ed interattiva
Oggi la sfida della valorizzazione territoriale si gioca online, ma la presenza digitale della provincia di Caserta appare frammentata e insufficiente. Con la chiusura del sito dell’EPT e l’inefficacia delle piattaforme locali attuali, emerge un’urgenza chiara: serve una “casa digitale” moderna e funzionale. Il “Report Turismo culturale in Italia 2026” sottolinea proprio quanto gli strumenti digitali siano ormai determinanti per comprendere esigenze e aspettative dei visitatori, migliorare la fruizione e promuovere realtà meno conosciute attraverso contenuti e recensioni online.
Per questi motivi è indispensabile creare un unico sito dedicato al turismo del territorio, un portale moderno dotato di strumenti di prenotazione delle strutture ricettive, informazioni aggiornate su giorni, orari e costi dei siti archeologici e musei, ma anche contenuti interattivi (mappe esperienziali, visite virtuali, itinerari personalizzabili) in grado di intercettare sia i gruppi organizzati sia i solo traveller, in forte crescita e oggi pari al 16% dei visitatori culturali.
L’attenzione ai contenuti digitali e alla reputazione online, evidenziata dal report, deve diventare una leva strategica per aumentare visibilità e attrattività del nostro territorio, proponendo percorsi alternativi rispetto alle mete più consolidate, come raccomandato dallo studio di The Data Appeal Company.
Cosa dovrebbe trovare il turista sul nuovo portale?
- Booking integrato: la possibilità di prenotare hotel e b&b con un click.
- Guida interattiva: orari, costi e info sempre aggiornate su musei e aree archeologiche.
- Mobilità e Servizi: indicazioni chiare su come arrivare e come muoversi con i mezzi pubblici.
- Esperienze su misura: pacchetti turistici dedicati a enogastronomia, cicloturismo e visite guidate.
Questo progetto non nasce isolato, ma come un ecosistema collaborativo che unisce istituzioni, guide, albergatori e ristoratori. L’obiettivo finale? Trasformare la ricchezza culturale della nostra terra in un’offerta turistica strutturata, accessibile e pronta per il mercato globale.

Un Pass Grande Capua: la nuova frontiera dello sviluppo turistico locale
Nonostante l’enorme potenziale del nostro territorio, l’attuale offerta turistica regionale appare ancora troppo sbilanciata. Strumenti come Artecard, pur essendo validi, concentrano gran parte dei flussi e delle risorse sugli attrattori della Città Metropolitana di Napoli, lasciando la Provincia di Caserta in una posizione di ingiustificata marginalità. È tempo di superare questa visione “Napoli-centrica” per dare dignità e visibilità ai tesori della Terra di Lavoro.
La nostra sfida: Il Pass “Grande Capua”
Il nostro obiettivo è la creazione di un sistema di accesso integrato che non sia una semplice appendice dei circuiti napoletani, ma un vero motore di sviluppo per l’area casertana:
- Autonomia e Identità: Un pass dedicato che metta al centro i siti della provincia (dai musei archeologici ai percorsi di arte sacra), garantendo pari dignità rispetto ai grandi attrattori del capoluogo campano.
- Integrazione Totale: Accesso semplificato ai trasporti del consorzio UnicoCampania, per abbattere le barriere fisiche che spesso scoraggiano il turista dal “viaggiare oltre” i confini di Napoli.
- Vantaggi sul Territorio: Sconti e agevolazioni mirate che coinvolgano concretamente il tessuto economico locale (ristoranti, hotel, servizi).
Innovazione Digitale contro l’Isolamento
Per uscire dall’ombra, dobbiamo puntare sull’accessibilità virtuale. Immaginiamo una collaborazione strategica con il Google Cultural Institute per rendere la conurbazione Capuana — un’area che conta oltre 100mila abitanti e una densità storica impressionante — visibile e navigabile da ogni angolo del pianeta attraverso tour interattivi e mappe dettagliate.
I “Giganti Dimenticati” dalla promozione regionale
È inaccettabile che l’Anfiteatro Campano, secondo per importanza solo al Colosseo, sia cossì poco valorizzato. Il Circuito Archeologico dell’Antica Capua, al Museo Campano e alla Reggia Di Carditello, rappresentano uno scrigno di gioielli del patrimonio culturale di Terra di Lavoro ma sono ancora troppo ignorati dai grandi flussi turistici.
La nostra missione è chiara: non vogliamo essere una “gita fuori porta” da Napoli, ma una destinazione autonoma, competitiva e capace di presentarsi con orgoglio sui mercati internazionali del turismo.

Oltre la Reggia: Un Distretto Culturale Diffuso e Sostenibile
Il rilancio del territorio non può limitarsi ai soli “grandi nomi” già noti. Dobbiamo avere il coraggio di proporre un’offerta che vada oltre i circuiti tradizionali, puntando sul turismo lento e all’aria aperta. Progetti come l’Appia Felix e la Via Francigena non sono solo percorsi, ma arterie vitali capaci di intercettare nuovi flussi: dai pellegrini ai cicloturisti, fino agli amanti dell’enogastronomia.
I Tesori da Riscattare
Il nostro patrimonio è un “museo a cielo aperto” che attende solo di essere messo in rete. Non esiste solo il Circuito Archeologico dell’Antica Capua; dobbiamo integrare nel racconto turistico anche:
- Le eccellenze del territorio: Dalla Reggia di Carditello al Museo Campano, passando per il Museo Civico del Risorgimento, le chiese Longobarde, Il Museo delle Carrozze, il Duomo, la Basilica e i musei diocesani.
- I siti da rendere accessibili: Luoghi iconici come la Conocchia, le Carceri Vecchie, il Capitolium e il Criptoportico non possono restare ai margini.
- I monumenti “feriti”: Il recupero di tesori oggi abbandonati — come il Palazzo Teti Maffuccini o il Castello di Carlo V — deve essere una priorità politica e civile.
Oltre le mura: Riscoprire i Giganti della nostra Storia
Un territorio non è fatto solo di monumenti, ma delle donne e degli uomini che lo hanno reso immortale. La nostra terra vanta figure che hanno influenzato la cultura, l’arte e il pensiero a livello globale, ma che oggi appaiono quasi dimenticate proprio laddove hanno vissuto e operato. È necessario trasformare questi nomi in veri e propri “ambasciatori del territorio”.
Spartaco: Il Brand Mondiale della Libertà
È il gladiatore più famoso della storia, un simbolo universale di ribellione e libertà celebrato da colossal cinematografici e serie TV di successo mondiale. Spartaco rappresenta il legame più potente che abbiamo con il pubblico internazionale, eppure sul territorio la sua figura rimane quasi invisibile. Riscattare il legame tra il Gladiatore e l’Anfiteatro Campano significa dare alla “Grande Capua” un volto immediatamente riconoscibile in ogni angolo del pianeta.
Un Pantheon di Eccellenze: Arte, Musica e Pensiero
Accanto al mito di Spartaco, dobbiamo valorizzare un’eredità intellettuale straordinaria che spazia in ogni campo del sapere:
- Alessio Simmaco Mazzocchi: Uno dei più grandi umanisti del Settecento. Le sue scoperte e i suoi studi archeologici hanno dato dignità scientifica alle nostre radici, rendendolo un pilastro della cultura europea dell’epoca.
- Silvio Fiorillo: Forse non tutti sanno che a lui dobbiamo la codificazione della maschera di Pulcinella. Un legame culturale immenso che meriterebbe di essere celebrato con festival e percorsi dedicati alla tradizione teatrale.
- Giuseppe Martucci: Compositore, pianista e direttore d’orchestra tra i più influenti dell’Ottocento, capace di portare il nome di Capua nei più prestigiosi teatri internazionali.
La Strategia: Dalla Memoria al Marketing Territoriale
Valorizzare questi personaggi non è solo un atto di orgoglio civile, ma una precisa scelta economica. Immaginiamo itinerari biografici, case-museo interattive ed eventi internazionali intitolati a questi giganti. Trasformare la loro storia in un’esperienza turistica è il modo migliore per dare spessore al nostro progetto, offrendo ai visitatori un motivo in più per restare sul territorio e approfondire la conoscenza della nostra identità.
Sfida Globale: Dallo Stand Internazionale al Sogno UNESCO
Il tempo dell’attesa è finito. Per competere nel mercato del turismo organizzato (Tour Operator e crocieristi), la nostra provincia deve presentarsi con un’identità forte e professionale nelle più importanti Fiere Internazionali del Turismo. Ma la promozione da sola non basta: servono obiettivi ambiziosi che diano prestigio internazionale al territorio.
Capitale della Cultura: Lavorare alla candidatura di Santa Maria Capua Vetere e Capua come Capitale della Cultura è la miccia necessaria per accendere un programma annuale di eventi, concerti e aperture straordinarie che attiri investimenti e visitatori.
UNESCO: Dobbiamo pretendere, senza più indugi, l’iscrizione dell’Anfiteatro Campano nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È un riconoscimento che spetta di diritto alla nostra storia.
Conclusioni: vincere i campanilismi per fare squadra!
La strada è ancora lunga e, finora, i progressi sono stati troppo lenti. La barriera più grande da abbattere non è economica, ma culturale: dobbiamo superare i campanilismi storici che hanno frammentato l’offerta.
Fare squadra è l’unica ricetta possibile. Solo una programmazione anticipata, un’agenda annuale di qualità e una visione comune potranno renderci davvero competitivi. La Grande Capua non è solo un progetto: è il futuro economico e culturale delle nostre comunità.






