C’eravamo anche noi. Infiltrati, verrebbe da dire, tra i corridoi del convegno “Il sistema della mobilità e dei trasporti a Napoli e nell’area Metropolitana”. Un titolo che, sulla carta, sembrava l’ennesimo capitolo di una politica Napoli-centrica, ma che si è rivelato una miniera d’oro per decifrare il futuro dei trasporti anche in Terra di Lavoro.
Il colpo d’occhio è plastico: da un lato la Napoli dei sogni (e dei miliardi), dall’altro le altre provincie come Caserta che provano faticosamente a risalire la china dopo anni nei quali, come ammesso dall’Assessore Mario Casillo non è stato dato un servizio all’altezza di quello che sono le aspettative dei cittadini.

Napoli nel futuro: pioggia di miliardi per la Linea 10 e per 2 monorotaie
Mentre noi lottiamo per un binario che colleghi Aversa a Santa Maria Capua Vetere, a Palazzo San Giacomo si firma la storia. L’Assessore alle Infrastutture e Mobilita del Comune di Napoli Edoardo Cosenza ha messo sul tavolo cifre da capogiro. In questi giorni, infatti, alla presenza del sindaco Manfredi e del governatore Fico, è stato siglato il contratto tra EAV e il consorzio Webuild per la Linea 10: la prima metropolitana “driverless” (senza autista) che collegherà il centro di Napoli alla stazione AV di Afragola.
“È l’investimento più costoso mai realizzato in Italia”, ha sottolineato Cosenza: 3 miliardi di euro totali, di cui 1,2 già stanziati per il primo lotto. Ma non finisce qui. Napoli candida al MIT progetti per altri 2,5 miliardi: una monorotaia elettrica su viadotto di 5 chilometri per collegare il Centro Direzionale con la periferia est e la “Gronda Ovest”, una linea da 8 chilometri tra Licola e Chiaiano per servire un bacino di 300mila persone che avrà, invece, un costo stimato di 640 milioni di euro.
Il “risarcimento” di Casillo: investimenti per garantire un servizio di qualità
In questo scenario di fantascienza trasportistica, che fine fa Caserta? La buona notizia è che, dopo 20 anni di coma, Il Trasporto Pubblico Locale in provincia di Caserta sembra esersi risvegliato e la Regione, dopo le ultime elezioni, sembra aver ritrovato la bussola e con essa la strada che porta in Terra di Lavoro. Mario Casillo, neo-vicepresidente e assessore ai Trasporti, ha usato parole pesanti:
“Fuori dalla città di Napoli, negli ultimi anni non è stato dato un servizio all’altezza di quello che sono le aspettative dei cittadini. Per questo motivo il nostro massimo sforzo dovrà essere quello di concentrarci sugli investimenti che servono a garantire un servizio di qualità.”
Un’ammissione di colpa che suona come una promessa di un cambio di passo per una gestione del trasporto pubblico locale più equa e più concreta. La sua ricetta per Caserta passa per tre punti cardine:
Manutenzione vs Inaugurazioni: Non basta tagliare nastri e fare inaugurazioni. Da politico è esaltante partecipare a questo tipo di eventi ma se noi vogliamo dare un servizio ai cittadini – dice Casillo – dobbiamo partire dal quotidiano. Ed è per questo motivo che tra risorse di bilancio e fondi europei stiamo cercando le risorse per mettere a posto le stazioni. Non posiamo vantarci di avere il WIFI nelle stazioni se poi mancano le scale mobili e gli ascensori ragion per cui stiamo individuando le risorse per ristrutturare le stazioni ferme a trent’anni fa.
Linea Arcobaleno (tratta Aversa-Santa Maria Capua Vetere-Capua): Dopo anni di abbandono, il dossier della tratta incompiuta è finalmente sulla scrivania dell’assessore per provare a recuperare le stazioni e gli altri manufatti già realizzati e mai entrati in funzione. L’EAV dovrà ridefinire il progetto per poi chiedere i finanziamenti al MIT tramite il Fondo per il Trasporto Rapido di Massa. Non sarà immediato, si parla di un percorso di 2 o 3 anni, ma l’opera è ufficialmente uscita dal “limbo”.
Linea Piedimonte-Napoli: La storica tratta inaugurata nel 1913, oggi ridotta a un calvario di 2 ore, deve tornare ai fasti dei 75 minuti. “Non si chiude, si potenzia” ha garantito Casillo “facciamo funzionare bene il Trasporto Pubblico Locale perchè solo così gli studenti ed i pendolari che oggi sono costretti ad usare i mezzi privati torneranno ad utilizzare quelli pubblici”. Quello dell’Alifana è un destino comune alla Linea per la Valle Caudina e alla Vesuviana ma da oggi ci sarà una maggiore attenzione anche verso realtà minori che magari fanno meno passeggeri delle blasonate linee su ferro napoletane ma sono sempre un ingranaggio fondamentale del Sistema di Metropolitana Regionale della Campania. Parliamo di un progetto strategico volto a integrare ferrovie locali, reti suburbane e metropolitane di Napoli in una rete unica, modernizzando le infrastrutture esistenti e collegando il territorio tramite nodi di interscambio e bigliettazione integrata.
L’asso nella manica: La “scienza” in aiuto della Aversa-Capua
Ma c’è una novità passata sotto silenzio che potrebbe cambiare tutto per la nostra tratta incompiuta. EAV ha infatti firmato una convenzione strategica con il Dipartimento di Architettura dell’Università “Luigi Vanvitelli”. Non è un semplice accordo accademico: i ricercatori supporteranno l’EAV nella “Lettura dei paesaggi attraversati dall’Alifana” per il progetto della Linea Tranviaria Aversa–Teverola–Santa Maria Capua Vetere–Capua.
Perché è fondamentale? Perché questo studio fornirà gli elementi scientifici e tecnici necessari per blindare la richiesta di finanziamento al MIT. In pratica, l’Università sta mettendo “il motore” a un dossier che per anni è rimasto fermo al palo, trasformando un’idea monca in un progetto cantierabile e sostenibile agli occhi del Ministero.
Il commento di Magna Capys: Un ottimismo vigilato
Usciamo dal convegno con una sensazione agrodolce. È entusiasmante vedere i progetti faraonici che verranno realizzati nella Città Metropolitana di Napoli, ma il divario con la nostra provincia resta immenso, soprattutto se si pensa che quelli annunciati negli ultimi mesi sono solo una piccolissima parte rispetto a quelli cantierizzati ed in fase di progettazione. Insomma se la Linea 10 è il presente del trasporto pubblico locale a Napoli, il potenziamento di quello casertano è ancora una sfida aperta, tutta da scrivere.













Leave a Reply