Magna Capys – Grande Capua

Costruire, Valorizzare, Proteggere.

Advertisement

Capua spicca il volo: l’aeroporto “Oreste Salomone” verso un futuro da hub regionale

Tra investimenti ENAC, una pista nuova di zecca e i piani di Tecnam per la mobilità aerea del futuro, lo scalo capuano si prepara a cambiare volto. Ne abbiamo parlato con l’ingegner Paolo Pascale, Amministratore Delegato di Tecnam.
Chi passa oggi accanto all’aeroporto “Oreste Salomone” di Capua nota subito cantieri in piena attività, mezzi in movimento e una pista che sta cambiando pelle. Non si tratta di un cantiere qualunque: è il segno tangibile di un progetto ambizioso che mira a restituire alla nostra città il ruolo che merita, quello di polo aeronautico di riferimento per l’intero Sud Italia.

Da quando è passato sotto la gestione di ENAC nel 2008 — a seguito della dismissione da parte del Ministero della Difesa — lo scalo intitolato alla medaglia d’oro al valor militare Oreste Salomone ha vissuto anni di programmazione lenta e rinvii. Oggi, finalmente, si cambia passo. ENAC Servizi sta completando una nuova pista in asfalto da 1.400 metri, a cui faranno seguito nuove aree di sosta, hangar e un terminal moderno. È la svolta che trasforma Capua da storico distretto produttivo — culla di realtà come Tecnam, CIRA e OMA Sud — in un vero e proprio “Aerospace Hub”.

Un piano al 2035 e l’acceleratore dell’America’s Cup 2027

Il Piano di Sviluppo ENAC (sancito dallo Studio Preliminare Ambientale di maggio 2026) traccia l’assetto dello scalo fino al 2035 con estrema precisione. Accanto alla nuova pista principale in asfalto, ormai in fase di ultimazione, rimarrà operativa una pista secondaria in erba destinata all’aviazione generale più leggera.

A dare una forte spinta ai tempi di realizzazione è un appuntamento internazionale di primo piano: la 37ª edizione della Louis Vuitton America’s Cup, che si terrà a Napoli tra agosto e ottobre 2027. In vista dell’aumento dei flussi su Capodichino e Salerno, ENAC ha deciso di accelerare gli interventi a Capua per assorbire l’importante richiesta di traffico d’aviazione generale previsti per l’evento campano.

Il masterplan al 2035 disegna uno scalo da 20.000 voli all’anno:

  • Nuovo Terminal: Circa 7.200 mq distribuiti su due livelli.
  • Infrastrutture velivoli: 4 nuovi hangar per aerei di categoria B (come Pilatus PC24, Cessna Citation CJ4 ed Embraer Phenom 100), oltre a un apron dedicato.
  • Sostenibilità: Un impianto fotovoltaico al servizio dell’infrastruttura e il riutilizzo completo dei 139.000 metri cubi di terra di scavo all’interno del sedime aeroportuale per modellazioni e la creazione di un’area agrivoltaica, azzerando l’impatto dei conferimenti in discarica.
La curiosità: dal 2008 l’aeroporto di Capua e intitotolato all’aviatore e militare capuano Oreste Salomone. Salomone non è solo un volto nella storia, ma è stato il primo militare in assoluto a ricevere la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’incredibile eroismo dimostrato durante la Prima Guerra Mondiale.
La sua figura è profondamente legata alla città di Capua, dove grazie anche al progetto RAM, il suo nome è destinato a risplendere ancora una volta. Questo ritratto è un’icona perfetta per introdurre il progetto di rilancio dell’aeroporto di Capua, che è intitolato proprio alla sua memoria.
La sua memoria vive ancora oggi, non solo nel nome dell’aeroporto, ma anche attraverso l’operato dell’omonima fondazione. Questa fondazione, dedicata alla sua figura, si distingue per il suo costante impegno in attività di beneficenza, nell’organizzazione di eventi culturali e nel sostegno agli studi attraverso borse di studio, perpetuando il valore del sacrificio e l’eredità morale di questo straordinario eroe italiano.

Il progetto RAM e la nuova mobilità regionale

Il vero tassello strategico di questo rilancio è il progetto RAM (Regional Air Mobility), ideato da ENAC ed ENAC Servizi per creare una rete di collegamenti a corto raggio tra territori oggi penalizzati dalle rotte tradizionali.

Capua è entrata ufficialmente in questo network, come confermato lo scorso 8 luglio all’aeroporto di Roma Urbe durante l’inaugurazione del primo terminal RAM — evento che ha visto la partecipazione del Presidente ENAC Pierluigi Di Palma e dell’Amministratore Unico di ENAC Servizi Marco Trombetti.

In quella vetrina romana, Tecnam — l’eccellenza capuana fondata dai fratelli Luigi e Giovanni Pascale — ha presentato in anteprima due velivoli chiave per questa rivoluzione: il P2012 VIP per il trasporto executive e il P2012 Traveller (configurato a 9 posti) per le rotte regionali. Contestualmente, è stato illustrato Altair, lo spin-off di Tecnam dedicato ai servizi e alla manutenzione, con l’obiettivo dichiarato di dare vita in futuro a una vera e propria compagnia aerea regionale.

L’intervista a Paolo Pascale, CEO di Tecnam

Per capire cosa significhi concretamente questo momento storico per Capua e per il suo tessuto sociale ed economico, abbiamo raggiunto l’ingegner Paolo Pascale, Amministratore Delegato di Tecnam.

Ingegnere, l’investimento di ENAC Servizi dota Capua di una nuova pista da 1.400 metri, hangar e un terminal all’avanguardia. Quali saranno le reali opportunità di lavoro, formazione e crescita per i giovani del nostro territorio?

«L’investimento di ENAC Servizi rappresenta un punto di svolta storico, non solo per Tecnam ma per l’intera Campania. La nuova infrastruttura da 1.400 metri e il terminal trasformeranno Capua da polo produttivo a vero e proprio “Aerospace Hub” operativo e di servizio.
Per i giovani e i lavoratori del territorio, le ricadute saranno tangibili su tre livelli. Il primo è l’occupazione diretta e indotta: l’espansione delle attività richiederà nuovo personale qualificato, non solo nella manifattura aeronautica, ma anche nella logistica, nella manutenzione (MRO), nei servizi aeroportuali e nell’accoglienza.
Il secondo livello riguarda l’alta formazione tecnica. Un hub di questa portata necessita di competenze specifiche: stiamo già dialogando con le università campane, gli Istituti Tecnici Superiori e le scuole professionali per creare percorsi formativi su misura. L’obiettivo è formare ingegneri, tecnici manutentori e operatori avionici direttamente qui, evitando la fuga di cervelli.
Il terzo livello è lo sviluppo del tessuto economico. Tecnam intende fungere da azienda “ancora”: un aeroporto funzionante e moderno attira un ecosistema di piccole e medie imprese, startup tecnologiche e fornitori di servizi. Vogliamo che Capua diventi un magnete per i talenti e le imprese, dimostrando che al Sud si può fare alta tecnologia e creare un’economia di sistema duratura.»

Radici profonde nel futuro dell’aviazione. Guidata oggi dal CEO Paolo Pascale, la Tecnam celebra decenni di eccellenza aeronautica raccogliendo l’straordinaria eredità dei fondatori, i fratelli Luigi e Giovanni Pascale. Un ponte perfetto tra la genialità delle origini e l’innovazione globale di oggi.

Il progetto RAM e la futura compagnia aerea legata ad Altair puntano a valorizzare i voli regionali a corto raggio. In che modo la comunità e i viaggiatori comuni potranno beneficiare di questa rete?

«Il concetto alla base della Regional Air Mobility e della futura compagnia legata ad Altair è esattamente questo: democratizzare il volo a corto raggio. Storicamente, l’aviazione commerciale si è concentrata sui grandi hub, lasciando scoperte moltissime aree e rendendo i collegamenti brevi lenti e costosi.
Il nostro P2012 Traveller è stato progettato proprio per ribaltare questo paradigma, portando vantaggi concreti a tutti i viaggiatori. Anzitutto sui costi: è un aereo estremamente efficiente e semplice da manutenere, e questo si traduce in costi operativi più bassi per la compagnia aerea e, di conseguenza, in tariffe accessibili per i passeggeri. Non stiamo parlando di voli di lusso, ma di un servizio per il territorio.
C’è poi il risparmio di tempo: la gente comune potrà beneficiare di collegamenti diretti, “point-to-point”, tra scali minori, saltando le file e le attese infinite dei grandi aeroporti. Immaginate di poter raggiungere isole, città d’arte o centri d’affari in un’ora di volo anziché in quattro ore di treno o traghetto.
Infine c’è il tema del turismo e della capillarità. Diventerà un servizio essenziale non solo per i pendolari del business, ma per le famiglie e i turisti, permettendo di valorizzare aree interne e costiere del nostro Paese oggi penalizzate dalla carenza di infrastrutture terrestri: un “ponte aereo” quotidiano, affidabile e alla portata di tutti.»

Tecnam custodisce una straordinaria storia familiare e un radicato legame con Capua. Di fronte a questa nuova era, cosa significa per lei guidare questa transizione mantenendo viva la visione dei fondatori?

«Guidare questa transizione è un privilegio che vivo con profondo senso di responsabilità. Mio padre Giovanni e mio zio Luigi hanno iniziato a costruire aerei spinti da una passione pura e da una filosofia progettuale chiara: coniugare l’innovazione tecnologica con la cura artigianale, mettendo sempre il pilota e il passeggero al centro.
Oggi l’aviazione sta vivendo la sua più grande rivoluzione dai tempi del motore a reazione, e affrontare questa nuova era della Mobilità Aerea Regionale significa onorare il loro DNA. La visione dei fratelli Pascale era quella di creare aerei eleganti, sicuri e accessibili: ieri lo facevamo per le scuole di volo e l’aviazione generale, oggi applichiamo quegli stessi identici principi agli aerei commerciali da trasporto regionale e alla transizione ecologica. Il metodo Pascale non è cambiato, si è solo evoluto su una scala più ampia.
Capua non è solo il luogo in cui abbiamo i capannoni. È la nostra casa, il luogo dove la nostra storia ha messo radici e trovato l’ossigeno per crescere. L’espansione del Capua Aerospace Hub è la chiusura di un cerchio: significa trasformare la nostra sede non solo nella “fabbrica” in cui nascono i velivoli, ma nel trampolino di lancio da cui decollano per ridefinire la mobilità di domani. Restiamo saldamente ancorati alle nostre radici capuane, ma con le ali spiegate verso il mercato globale.»

Cosa cambierà per Capua

Questa volta non parliamo solo di annunci, i segnali concreti ci sono eccome: una pista nuova quasi ultimata, un piano che disegna nel dettaglio lo scalo fino al 2035 — terminal, hangar, apron, impianto fotovoltaico — e una scadenza precisa, l’America’s Cup del 2027, che rende difficile immaginare ulteriori rinvii. Le stime ENAC parlano di circa 20.000 movimenti l’anno al 2035: numeri ancora lontani da quelli di un grande scalo di linea, ma sufficienti a far girare per la prima volta da anni un motore economico vero attorno all’aeroporto capuano.


E in questo motore, il cuore pulsante ha un nome preciso: Tecnam. Non è un caso che a raccontare il futuro di Capua sia proprio l’azienda che da tre generazioni costruisce aerei in questa terra, portando il nome della città sui cieli di mezzo mondo. Quando un amministratore delegato come Paolo Pascale parla di Capua come “Aerospace Hub” e di un aeroporto da cui “decolleranno innumerevoli velivoli, portando nuove idee, attività e posti di lavoro”, non sta soltanto commentando un progetto pubblico: sta mettendo la faccia e la storia della sua famiglia a garanzia di quel futuro. È lo stesso spirito con cui Giovanni e Luigi Pascale, decenni fa, scelsero di costruire aerei eleganti e affidabili proprio qui, dimostrando che l’eccellenza aeronautica europea poteva avere un indirizzo capuano.


Oggi quella scommessa si allarga: non più solo un’azienda che produce velivoli venduti in tutto il mondo, ma un intero ecosistema — piste, hangar, terminal, una compagnia aerea regionale in nuce con Altair — che tiene insieme radici e ambizione. Capua, terra che ha già dato lezioni di grandezza alla storia, si prepara a farlo di nuovo: questa volta, prendendo il volo. Magna Capys osserverà da vicino ogni tappa di questo decollo, con la fierezza di chi sa da dove viene questa città e con la curiosità di chi non vede l’ora di scoprire fin dove può arrivare.

Condividi questo articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *